Transatlantici

Le navi fumanti che russano quietamente in porti lontani. Sembrano voler sostare per ammirare il panorama, nelle immaginifiche, sonnacchiose rade del sud-est asiatico. Solcano mari distanti spingendo le onde con un delicatissimo vomere, con il rumore sottile dell’acqua mossa appena dal tagliamare – questo significava voler viaggiare per mare, negli anni Venti e Trenta.  L’avventura che le linee moderne hanno assopito, lì c’era, c’era tutta. Gli orgogliosi treni a vapore non ispirano altro se non uno spontaneo “passate prodezze della tecnica”, dove passate ha il senso di quasi inutile. Il fumo si annulla nel cielo di Jeremy Hopkins, mentre ciò che resta del mondo primordiale, l’acqua, è solo un lontano ricordo su cui si specchia il veloce futuro; penso sia andata proprio così.  Marinetti avrebbe veramentevoluto che una società si evolvesse così, come la nostra? O forse ne è la subdola esasperazione mascherata da solo cento anni, cui affidiamo tutto il bonario, possibile senso di “progresso”? Forse. Ecco perchè mi fermo a guardare i vecchi manifesti, sanno di estraneo, lontano, troppo diverso. Lo stesso sapore che i viaggi per mare avevano nel passato,  il disegno poteva servire a ingrandire o rimpicciolire le cose, a confrontarle quando non c’erano altri termini di paragone, a dare un unico senso alla tecnica: il nostro logoro “progresso”. Poi, lo stridore delle murate si assottiglia, passa dal veterano d’acciaio al silenzio della nuova terra, del piccolo mondo ignoto. I viaggi transoceanici delle vaporiere lungo tutto il perimetro tropicale del mondo erano lenti, la celerità era una prerogativa che apparteneva solo al moderno Atlantico, spartiacque del passaggio di consegne dal vecchio mondo, assiso sul trono della sua storia millenaria, al nuovo mondo, mosso da un dinamismo che apporta la voglia di accrescere una storia troppo recente. Il Mauretania, il più (consumisticamente) famigerato Titanic, e più tardi il Majestic, solo per citarne alcuni,  ebbero a che fare con il principio e con l’evoluzione di questo meccanismo, ma solo agli occhi del pubblico erano loro, i veri eroi, messaggeri della vecchia Europa.

Luca Marzano

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