Televisiùn!
C’è chi la vede, la televisione; noi, e siamo molto spesso convinti sino in fondo di ciò che vediamo, nonostante il provato scetticismo di alcuni. E c’è chi la fa, la televisione: giovani agguerriti e innovativi, discussioni calme sull’attualità al lume dello schermo, serate passate a rifinire, ad aggiustare, a misurare le parole, i gesti, la mimica, la preparazione, la seria disciplina delle battute – l’occhio vuole (solo lui) la sua parte – e le espressioni di ciò che si dice, ciò che si lascia intendere con lo sguardo, ciò che dà fastidio, ciò che, semplicemente, non “fa televisione”. Una bozza frantumata, la televisione di oggi. Chi la vede, magari è rimasto lo stesso, non cambia con le mode e le facce della vita mediatica, o con i nomi dei programmi – può ancora immaginare il “dietro le quinte” come qualcosa di misterioso, di magico, con mille omini che muovono la grande macchina del mondo del piccolo schermo, oltre il tubo catodico. Chi resta a casa, vede con nostalgia che mancano per anni i presentatori di sempre, poi fa piacere vederli ricomparire nelle vesti che da sempre sono loro consone agli occhi del pubblico. Chi se ne va, lascia un pò di rimpianto in tutti – non il rimpianto fintamente umoristico delle fiction, quello non resta in chi guarda se non per un momento – restano i volti, le voci della televisione in giacca e cravatta, con i capelli leggermente bianchi, visi conosciuti, le annunciatrici che fanno la loro rapida ricomparsa, e poi – pubblicità!
Luca Marzano
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